“Mettila in seconda ed entra forte!”. Quante volte, prima di affrontare un passo di montagna o una sessione in pista, il tuo compagno di uscite ti ha dato questo consiglio?
Fai molta attenzione a quello che ti sto per dire: prima di fidarti ciecamente del consiglio del tuo amico sulla marcia giusta per affrontare una curva, devi comprendere una verità fondamentale della dinamica motociclistica.
Ogni situazione è diversa. Le moto non sono tutte uguali. Un bicilindrico si comporta in modo totalmente diverso da un quattro cilindri in linea, persino la stessa identica moto può avere una rapportatura finale (corona e pignone) diversa da quella del tuo amico.
L’errore più grande che puoi fare è cercare una regola matematica fissa.
La marcia non serve solo per accelerare, ma per gestire la stabilità
La maggior parte dei motociclisti pensa al cambio solo in funzione della velocità di uscita. Questo porta all’errore di usare sempre marce cortissime per avere la moto “pronta”.
Ma usare una marcia più corta non è sempre sinonimo di maggiore velocità. Anzi, se sei alle prime esperienze è proprio il contrario!
La scelta del rapporto non dipende passivamente dalla forma della strada, ma dalle esigenze meccaniche della moto in relazione alla tua sensibilità. Il cambio è, prima di tutto, uno strumento per gestire l’assetto e la stabilità del veicolo.
Perché ai principianti consigliamo una marcia più alta?
Se stai ancora perfezionando la tua tecnica di guida, entrare in curva con una marcia bassa (es. in seconda con il motore ad alti giri) crea due enormi problemi:
- Freno motore eccessivo: Appena chiudi il gas, la moto “mura”, il peso si trasferisce bruscamente sull’anteriore e la moto perde scorrevolezza.
- Erogazione brusca (Effetto On/Off): A centro curva, nel momento di riprendere in mano il gas, la risposta del motore sarà nervosa, scomponendo le sospensioni proprio quando sei alla massima inclinazione.
Al contrario, prediligere una marcia più alta (es. entrare in terza invece che in seconda) mitiga il freno motore. La moto “scorre” dentro la curva in modo dolce, e quando riapri il gas l’erogazione è fluida. Questo favorisce una guida composta, sicura e, paradossalmente, molto più veloce in percorrenza.
Quando è davvero necessario scalare?
Se la marcia alta fa scorrere la moto, perché non usiamo sempre la sesta? Semplice: devi imparare ad ascoltare le reazioni del tuo mezzo. Scalare e inserire una marcia più corta diventa necessario quando la tua velocità di ingresso ti impedisce di chiudere la traiettoria.
In quel caso, il maggiore freno motore di una marcia più bassa “tira” letteralmente la moto verso l’interno della curva, aiutandoti a stringere la linea.
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FAQ: Le domande più frequenti sulle marce in curva
Sotto i nostri video sui social riceviamo centinaia di domande su questo tema. Ecco le risposte tecniche dei nostri istruttori ai dubbi più comuni:
1. “Ma tra chi ha un 1000cc e un 600/750cc la gestione delle marce differisce, vero?”
Assolutamente sì. La cilindrata e il frazionamento del motore cambiano tutto. Un 1000cc ha tantissima coppia (tiro in basso); questo ti permette di affrontare una curva in terza marcia, lasciando scorrere la moto ed uscendo comunque con una spinta poderosa. Un 600cc 4 cilindri, invece, ha poca coppia ai bassi regimi: se affronti la stessa curva con una marcia troppo alta, la moto “affoga” in uscita. Con le cilindrate minori sei costretto a usare di più il cambio e tenere il motore su di giri per avere trazione.
2. “Ma se tengo una marcia alta non perdo velocità in uscita e vengo portato all’esterno, o sbaglio?”
Sbagli a metà. È vero che una marcia troppo alta rispetto alla velocità ti farà perdere spinta in uscita. Tuttavia, il fatto di venire portati all’esterno (sottosterzo) raramente è colpa della marcia: quasi sempre è un errore di traiettoria, di sguardo (stai guardando fuori dalla curva) o di posizione del corpo. Per un amatore, sacrificare una frazione di secondo in accelerazione per guadagnare immensa stabilità e fluidità a centro curva (usando una marcia in più) è sempre la scelta vincente e più sicura.
3. “È meglio una marcia alta o bassa per tenere meglio la moto in curva?”
Dipende dalla fase della curva.
- In ingresso: una marcia più bassa (più freno motore) ti aiuta a far “girare” la moto verso la corda.
- A centro curva e in percorrenza: una marcia più alta rende la ciclistica molto più stabile e meno nervosa sui dossi o alle micro-correzioni del gas. Il segreto dei piloti veloci è trovare il compromesso perfetto: la marcia più alta possibile che ti garantisca ancora la trazione necessaria per uscire forte.
Vuoi smettere di indovinare e imparare a “sentire” davvero la tua moto? La sensibilità nell’uso del cambio e del gas non si impara leggendo, ma guidando in un ambiente sicuro. Scopri i nostri corsi di guida moto in pista e impara con l’aiuto della telemetria e dei nostri istruttori federali qual è davvero la marcia giusta per te.
